No alla regionalizzazione del sistema di istruzione:  ė il tema dell’assemblea pubblica che si è tenuta oggi presso l’università di Bologna.
Una iniziativa importante – sottolinea Giuseppe D’Aprile – che ha visto la partecipazione di centinaia di docenti, ATA e anche di genitori.
Un momento necessario di confronto, di formazione e di informazione su un tema che riguarda il futuro del nostro paese e che invece viene trattato in modo velato e in sordina.
L’istruzione è un diritto di cittadinanza sociale che non può tollerare differenziazioni territoriali. Diversamente verrebbe meno il ruolo della scuola quale organo costituzionale e della democrazia che, da sempre, ha formato la classe dirigente di questo paese.
Noi non ci scoraggiamo, anzi perseveriamo nella nostra azione al fine di difendere la scuola statale, laica, libera, democratica che, attraverso un tipo di formazione nazionale e di integrazione, rappresenta il futuro di questo paese.

Per quanto detto ribadiamo la nostra netta contrarietà – ha aggiunto D’Aprile – e nello stesso tempo, dal punto di vista procedurale nell’attuazione dell’autonomia differenziata, rileviamo un elemento di palese illegittimità nel momento in cui il Parlamento viene relegato ad un Organo di mera ratifica di accordi. Anche a parere dei costituzionalisti presenti al convegno, trattandosi di una materia che coinvolge terze parti, è necessaria l’approvazione di una legge quadro e non si può adottare lo schema delle convenzioni religiose.
Il governo si sta muovendo nella logica delle intese singole tra governo e regione sulla scia delle intese tra Stato e religioni non cattoliche: in questi casi il ruolo del Parlamento è in effetti secondario. Diverso, secondo i costituzionalisti, il caso di intese con le singole Regioni in materia di istruzione.
Del resto come Uil Scuola riteniamo che sia stata colpevolmente omesso l’art 11 della legge Costituzionale n. 3 del 2001 che prevede un percorso legislativo assai rigoroso per le norme di attuazione del Titolo V della Costituzione come previsto dalla legge costituzionale citata.

Occorre l’approvazione di una legge quadro, in modo che il Parlamento non potrà che assumere, ai sensi dell’art. 116 della Costituzione, un ruolo deliberativo e modificativo sull’autonomia differenziata. In definitiva non è possibile approvare le Intese di cui all’art.116 impedendo al Parlamento di discuterne e votarne compiutamente i testi e soprattutto impedirgli di valutare gli effetti economici di tali intese che non possono essere legittimamente svolte da commissioni di carattere tecnico. E’ evidente l’impossibilità costituzionale di procedere con siffatte modalità e per questo abbiamo già chiesto ai Presidenti di Camera e Senato un incontro specifico.

All’iniziativa per la Uil Scuola era presente Giuseppe D’Aprile. Tra i relatori prof. Andrea Morrone (docente di diritto costituzionale) e il Prof. Mario Ricciardi (docente di diritto del lavoro).