Precariato scuola, il Tribunale di Bologna condanna il Ministero: risarcimenti fino a 11 mensilità per quattro docenti

La sentenza riconosce l’abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato. Decisiva l’azione legale promossa con UIL Scuola di Bologna

Bologna, 9 settembre 2026 – Il Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a risarcire quattro docenti bolognesi che hanno vissuto anni di precariato scolastico, riconoscendo l’illegittima reiterazione dei loro contratti a tempo determinato. La sentenza, depositata l’8 settembre 2026, accoglie il ricorso promosso dalle quattro insegnanti, assistite dall’avvocato Cinzia Ganzerli con l’avvocato Domenico Naso.

Le quattro ricorrenti hanno prestato servizio alle dipendenze del Ministero, senza soluzione di continuità, con supplenze annuali su organico di diritto per periodi compresi tra sei e dieci anni scolastici consecutivi, ben oltre il limite dei 36 mesi fissato dalla normativa. Il giudice ha accertato per ciascuna un numero di incarichi a tempo determinato ampiamente superiore ai limiti di legge, applicando per la prima volta in un caso di questo tipo la disciplina rafforzata introdotta dall’art. 12 del D.L. 131/2024, che ha elevato la forbice dell’indennità risarcitoria da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del TFR.

Il Tribunale ha inoltre respinto l’eccezione di prescrizione sollevata dall’Amministrazione, richiamando la giurisprudenza più recente della Corte di Cassazione, secondo cui il termine decennale decorre dall’ultimo contratto stipulato, data la natura unitaria del diritto al risarcimento del cosiddetto “danno comunitario”.

Gli importi riconosciuti

Il Tribunale ha quantificato il risarcimento in proporzione agli anni di abuso accertato per ciascuna docente, sommando al minimo di legge una mensilità per ogni annualità di reiterazione oltre il limite triennale: gli importi riconosciuti vanno da un minimo di 7 a un massimo di 11 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR, oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo. Il Ministero è stato condannato anche a rifondere le spese di lite sostenute dalle ricorrenti.

Il commento di UIL Scuola Bologna

“Questa sentenza restituisce dignità e giustizia a chi, per anni, ha tenuto in piedi la scuola statale con contratti precari rinnovati di anno in anno, senza alcuna prospettiva di stabilizzazione”

– dichiara Marco Mendola, Responsabile Provinciale di UIL Scuola Bologna – “Non parliamo di numeri astratti, ma di persone che hanno insegnato con dedizione, sostenendo con il proprio lavoro quotidiano la scuola pubblica, e che l’Amministrazione ha continuato a considerare ‘temporanee’ anche dopo dieci anni di servizio ininterrotto. Come UIL Scuola continueremo a sostenere ogni azione legale utile a far emergere questi abusi e a chiedere, con ancora più forza, una vera stabilizzazione del personale precario della scuola: è una questione di giustizia sociale, prima ancora che giuridica.”

UIL Scuola Bologna continuerà a monitorare l’evoluzione della giurisprudenza in materia di abusivo utilizzo dei contratti a tempo determinato nella scuola pubblica e resta a disposizione del personale interessato per valutare situazioni analoghe.

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