{"id":14932,"date":"2025-04-28T16:31:36","date_gmt":"2025-04-28T14:31:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/?p=14932"},"modified":"2025-04-28T17:35:44","modified_gmt":"2025-04-28T15:35:44","slug":"nuove-indicazioni-nazionali-2025-il-nostro-approfondimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/2025\/04\/28\/nuove-indicazioni-nazionali-2025-il-nostro-approfondimento\/","title":{"rendered":"Nuove Indicazioni nazionali 2025, il nostro approfondimento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Analisi e considerazioni sulle nuove Indicazioni nazionali 2025 per la scuola dell\u2019infanzia e il primo ciclo di istruzione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In premessa riteniamo non eludibile la necessit\u00e0 di maggiore tempo per meglio capire, riflettere ed analizzare la portata delle Indicazioni nazionali 2025. Un\u2019esigenza che, a nostro avviso, riguarda anche le scuole chiamate ad esprimere un questionario di gradimento in un lasso di tempo troppo breve (la ridotta proroga non rappresenta una soluzione). Siamo in presenza di un testo che richiede una necessaria approfondita analisi sulle ripercussioni nei processi educativi, nella didattica e anche sugli aspetti di cultura generale che rappresentano il presupposto a tutto il documento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riteniamo, inoltre, che sarebbe stato necessario un coinvolgimento capillare degli attori della scuola da cui ricavare suggerimenti e pratiche che hanno rappresentato successi formativi da cui trarre indicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni si sono evidenziate molteplici interventi nel mondo della scuola che hanno spinto ogni governo e relativo Ministro dell\u2019Istruzione a caratterizzare la loro azione introducendo, ognuno, pezzi di riforma scolastica a volte in contraddizione con quelle precedenti o, addirittura, stravolgendo quanto fatto dai precedenti governi e ministri competenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente non abbiamo assistito ad un \u201cpatto\u201d, come avvenuto nel 2012, sul quale far convergere maggioranza e opposizione che insieme agli studiosi e specialisti della pedagogia e dei sistemi scolastici, agli insegnati e ai Dirigenti scolastici fossero in grado di costruire quanto necessario per elaborare le indicazioni nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riteniamo, infatti, che le indicazioni nazionali del 2012 rappresentano un lavoro serio che, come \u00e8 ragionevole, necessita di aggiornamenti e integrazioni che avrebbero dovuto concentrarsi in particolare sulle nuove sfide determinate dal digitale, dall\u2019intelligenza artificiale, dai nuovi modi di comunicare e interagire. Alcuni di questi temi li troviamo nelle linee guida in applicazione della legge sull\u2019educazione civica del 20 agosto 2019, n. 92 che, a nostro avviso, avrebbero potuto raffigurare una buona base di partenza. Una particolare attenzione avrebbe dovuto essere posta all\u2019educazione finanziaria che riteniamo essere un terreno su cui scontiamo un importante ritardo nel contesto dei processi educativi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelli su esposti avrebbero dovuto rappresentare le questioni su cui procedere verso un costruttivo aggiornamento delle indicazioni nazionali e soprattutto sarebbe stato necessario che tutti gli attori in campo, a cominciare dal Governo, dal Ministro e dal Parlamento, si apprestassero in modo serio e risolutivo ad affrontare il gravissimo problema strutturale della scuola italiana: il numero inaccettabile di docenti precari (oltre 230.000) che incidono negativamente su uno degli aspetti fondamentali di qualsiasi azione educativa (financo per l\u2019applicazione delle indicazioni nazionali) ovvero la continuit\u00e0 didattica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle Indicazioni ci si concentra molto sugli ambienti di apprendimento fisici sebbene, a causa dei forti tagli delle risorse finanziarie destinate agli enti locali, non si riesce troppe volte a garantire una manutenzione ordinaria degli edifici e molti di essi sono sprovvisti di palestre; inoltre, con la diminuzione dei posti in organico si proceder\u00e0 inevitabilmente verso la progressiva diminuzione del numero delle classi autorizzate con conseguente innalzamento in esse del numero degli alunni che non troveranno risposte adeguate ai loro bisogni formativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte al tema della denatalit\u00e0, che rappresenta per la nostra societ\u00e0 un dramma in s\u00e9, abbiamo l\u2019occasione di trasformarla in un\u2019opportunit\u00e0: fare una scelta \u201crivoluzionaria\u201d ovvero la riduzione del numero di alunni per classe, tema non eludibile che si intreccia con la reale efficacia dei processi educativi che le stesse indicazioni nazionali si propongono. Muoversi verso l\u2019obiettivo di 18 alunni per classe dovrebbe essere la meta a cui tutti puntare. Dovremmo tutti impegnarci per far nascere e rendere effettiva una forte volont\u00e0 politica in tal senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di queste preoccupanti condizioni della scuola questa fretta a definire ex novo le indicazioni nazionali ci appare un tentativo di partire dalla coda invece che dalla testa quest\u2019ultima rappresentata da una condizione oggettiva per cui un docente su 4 \u00e8 precario, limitazione concreta che rischia di vanificare ogni buon proposito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 innegabile che dalla lettura complessiva delle premesse culturali si avverte un\u2019impostazione di tipo paternalistico. Il richiamo alla coercizione verso gli alunni sottende ad un\u2019idea che ci sono forze nemiche per cui bisogna difendersi. Dalla lettura delle premesse culturali si avverte un senso di paura per cui occorrono contromisure. Tutto sembra essere un rischio: il digitale, le famiglie che non danno un aiuto alla scuola in termini educativi. Un\u2019impostazione di tal genere, inoltre, non consente un approccio serio, analitico e meditato alla nuova sfida che pone l\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella \u201cPremessa culturale generale delle Nuove Indicazioni\u201d emerge subito la nozione di \u201cpersona\u201d ancorata alla cultura occidentale. La \u201cpersona\u201d, di cui si richiama la radice greca e latina di volto, \u201c\u00e8 una realt\u00e0 che si costituisce attraverso la possibilit\u00e0 di dire io\u201d (pag. 8). Pur essendo relazione, l\u2019individuo deve essere sempre preminente rispetto al suo essere parte di una comunit\u00e0. Il \u201cvolto\u201d vuole forse richiamare l\u2019appartenenza ad una razza, che nella sua storia ha saputo affermare il principio della libert\u00e0, e dunque il riferimento alla cultura occidentale nata \u201cfra Atene, Roma e Gerusalemme\u201d? Sono dunque queste le basi antropologiche per lo sviluppo del senso morale e della comprensione del principio di autorit\u00e0? Su questo \u00e8 forse necessario un maggiore approfondimento, per salvaguardare le conquiste in chiave \u201cinterculturale\u201d fatte dalla scuola italiano in questi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatte tali premesse non ci esimiamo dall\u2019entrare nel merito di alcuni temi contenuti nelle indicazioni nazionali proposteci:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Persona, scuola e famiglia\u00a0<\/strong>sono punti di riferimento importanti anche se, come detto, rileviamo una retorica paternalistica, ad esempio, nei confronti delle stesse famiglie: \u201cVa spiegato a bambini e preadolescenti, anzitutto da parte dei genitori, che la nostra Repubblica ha posto la scuola al centro del suo progetto di Paese e che la scuola \u00e8 un bene sociale comune di inestimabile rilevanza, da tutelare e valorizzare, a cominciare dalle parole usate per parlarne\u201d. A ci\u00f2 si aggiunge una enfatizzazione relativa agli atti di vandalismo e sulle offese agli insegnanti che implicherebbero riflessioni molto pi\u00f9 approfondite e non un\u2019impostazione rivolta prevalentemente ad un\u2019idea generica di rispetto \u201cmaxima debetur magistro reverentia\u201d. L\u2019attenzione andrebbe rivolta prevalentemente alla mancanza di ambienti adeguati, mancanza di palestre di aule con strumenti musicali. Ci troviamo di fronte in molti casi in strutture scolastiche dove manca l\u2019agibilit\u00e0 e dove il rispetto per le persone e le cose dovrebbe avere come presupposto \u201cla bellezza\u201d dell\u2019istituzione scolastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avverte anche la sensazione di volgere verso un ruolo marginale del docente rispetto al processo di apprendimento in s\u00e9, quasi che il suo ruolo fosse decisivo solo in relazione al comportamento dell\u2019alunno; viene compresso il diritto alla libert\u00e0 di insegnamento (art. 33 Costituzione) nel momento in cui si leggono i suggerimenti rispetto ai testi da utilizzare nelle discipline letterarie o i suggerimenti sullo stile di insegnamento da adottare. Un investimento nell\u2019ambiente fisico di apprendimento, senza un investimento prevalente sul capitale umano e professionale, crea una frattura con i contenuti e le competenze da acquisire. Tale accento sugli ambienti di apprendimento sembra finalizzato al tentativo di coniugare strumenti e pratiche didattiche del passato con le nuove tecnologie, ossia \u201cla carta e la penna e la lettura ad alta voce e la convivenza armoniosa di assistenti virtuali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo di insegnante quale \u201cmaestro\u201d \u00e8 condivisibile, ma riteniamo che nella scuola primaria sarebbe necessario il ripristino di una pluralit\u00e0 di \u201cmaestri\u201d attraverso una rinnovata applicazione di un insegnamento modulare e il superamento dell\u2019anacronistico concetto di maestro unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riferimento al valore della persona che \u00e8 il soggetto assoluto in una comunit\u00e0, oltre a richiamare \u201cl\u2019azione della scuola nel promuovere l\u2019identit\u00e0 personale, culturale, relazionale e partecipativa della persona umana\u201d avrebbe dovuto, a nostro avviso, essere completata con la sottolineatura \u201cnel rispetto della diversit\u00e0 di genere, di sesso e di religione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche sul tema dell\u2019inclusione, prevale la scelta di privilegiare gli ambienti fisici, mettendo in secondo piano i processi culturali come cambiamento. Il riferimento a Comenius, secondo il quale, tutto pu\u00f2 essere insegnato a tutti, implicitamente non rispetta le difficolt\u00e0 e i bisogni educativi di ognuno o di qualcuno. Non compare la figura del docente specializzato, il che porta a pensare che si voglia raggiungere l\u2019obiettivo di un docente unico, che sia curriculare- specializzato allo stesso tempo, a discapito del rapporto 1\/1 o 1\/2, per favorire gli ausili virtuali in grado di semplificare la personalizzazione degli apprendimenti. Si demolisce, di fatto, la figura del docente specializzato (attualmente docente della classe \u00e8 bene sottolinearlo) come intermediario dell\u2019inclusione, facilitatore degli apprendimenti e co- protagonista di una relazione affettiva e di fiducia con gli alunni pi\u00f9 deboli e le loro famiglie. Sembra quasi che l\u2019inclusione diventi un processo naturale di buone prassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riguardo a scuola e nuovo umanesimo\u00a0<\/strong>condividiamo, oltre il richiamo importante all\u2019art.3 della nostra Costituzione, l\u2019impostazione, in controtendenza rispetto ad una retorica eccessiva sulle competenze, per cui le competenze assumono un rilievo subordinato laddove si precisa \u201cl\u2019acquisizione delle conoscenze e delle abilit\u00e0 fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva dello sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti\u201d. Al contempo rileviamo alcune impostazioni contraddittorie che lasciano spazio a confusione tra i termini \u201ccompetenze\u201d e \u201cabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In riferimento alle \u201cguerre terribili\u201d della prima met\u00e0 del \u2018900, proprio perch\u00e9 in premessa al paragrafo Libert\u00e0, cura di s\u00e9 ed etica del rispetto in cui si vuole evidenziare la cultura della libert\u00e0 che \u00e8 il valore pi\u00f9 caratteristico dell\u2019Occidente, sarebbe stato necessario fare riferimento a chi ha garantito quelle libert\u00e0 attraverso un sacrificio di milioni di donne e uomini che si sono opposti ai fascismi e in seguito ad ogni forma di totalitarismo come quello sovietico. Altrimenti quelle guerre totali assumono un carattere neutro (altro tema che affronteremo) in cui tutti sono responsabili e nessuno lo \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condivisibile in pieno, lapalissiano diremmo, il richiamo a \u201csviluppare la capacit\u00e0 di pensare in modo critico e autonomo, di riconoscere i diritti e i doveri propri e altrui e di comprendere l\u2019importanza della giustizia e dell\u2019equit\u00e0 nella societ\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci appare oscuro la ratio del riferimento alla \u201ccomprensione del principio di autorit\u00e0\u201d in quanto rappresenti una conquista dell\u2019uomo libero. A nostro avviso l\u2019uomo libero \u00e8 colui che sa mettere in discussione con le proprie capacit\u00e0 critiche anche quel principio che \u00e8 poi l\u2019ossatura su cui si \u00e8 costruita la \u201clibert\u00e0\u201d dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo studio della Bibbia\u00a0<\/strong>pu\u00f2 essere considerato pertinente nel momento in cui \u00e8 teso alla delineazione del rapporto tra la scuola di oggi e il nuovo umanesimo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa libert\u00e0 \u00e8 il valore caratteristico pi\u00f9 importante dell\u2019Occidente e della sua civilt\u00e0 sin dalla sua nascita, avvenuta fra Atene, Roma e Gerusalemme. Ed \u00e8 il cuore pulsante della nostra democrazia\u201d (Libert\u00e0, cura di s\u00e9 ed etica del rispetto, p. 10 II cpv);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rileviamo per\u00f2 che per la prima e la seconda classe della scuola primaria lo studio delle radici della cultura occidentale attraverso alcune letture\/narrazioni come la Bibbia o l\u2019Odissea, mediante lo studio della differenza tra monarchia e repubblica, i concetti del Risorgimento e lo studio dell\u2019inno di Mameli, rappresentano contenuti culturali, che seppur semplificati, risultano essere complessi per l\u2019et\u00e0 evolutiva del discente, che deve ancora consolidare gli aspetti dell\u2019asse temporale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al riguardo, non avendo alcun preconcetto sullo studio della Bibbia, \u00e8 estremamente necessario che tale studio non risulti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Una\u00a0<strong>forzatura culturale\u00a0<\/strong>in un ambiente scolastico pubblico e pluralista;<\/li>\n<li>Una\u00a0<strong>sovrapposizione con l\u2019insegnamento della religione cattolica<\/strong>, che gi\u00e0 affronta questi temi con strumenti pedagogici e didattici adeguati.<\/li>\n<li>Una scelta\u00a0<strong>sbilanciata dal punto di vista ideologico<\/strong>, nel quadro di un impianto antropologico dichiaratamente cristiano delle Nuove Indicazioni 2025.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fondamenti teorici delineati nelle nuove Indicazioni sembrano orientare la concezione dell\u2019educazione verso un impianto antropologico di matrice cristiana, che si distingue per una visione integrale della persona. Tale scelta, pur riconoscibile all\u2019interno della tradizione culturale italiana, potrebbe essere interpretata come un tentativo di riequilibrio rispetto a impostazioni pedagogiche di ispirazione laica e progressista che hanno avuto ampia diffusione nel dibattito educativo degli ultimi decenni e che riteniamo avere prodotto buoni risultati educativi.<\/p>\n<h6>fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/uilscuola.it\/nuove-indicazioni-nazionali-2025-il-nostro-approfondimento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uilscuola.it<\/a><\/h6>\n<h3><a href=\"https:\/\/www.whatsapp.com\/channel\/0029Va9KtAN5fM5g93lE7D29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13119 size-medium\" src=\"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/canale_whatsapp-300x142.jpg\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/canale_whatsapp-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/canale_whatsapp-768x363.jpg 768w, https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/canale_whatsapp.jpg 800w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"142\" \/><\/a><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.irasenazionale.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Delega_UilScuolaRua_Editabile.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13111 size-medium\" src=\"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/iscriviti-7-2-300x92.png\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/iscriviti-7-2-300x92.png 300w, https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/iscriviti-7-2-768x236.png 768w, https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/iscriviti-7-2.png 800w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"92\" \/><\/a><\/p>\n<h6 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Clicca sull\u2019immagine per iscriverti alla Uil Scuola Rua di Bologna\u00a0<\/strong><strong>compilando la delega in ogni sua parte e allegando un documento\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>di identit\u00e0 in corso di validit\u00e0.<\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Entrambi andranno inviati al seguente indirizzo mail: bologna@uilscuola.it<\/strong><\/em><\/span><\/h6>\n\n<div class=\"twitter-share\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?via=UILScuolaBO_ER\" class=\"twitter-share-button\" data-size=\"large\">Tweet<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi e considerazioni sulle nuove Indicazioni nazionali 2025 per la scuola dell\u2019infanzia e il primo ciclo di istruzione. 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