{"id":2272,"date":"2017-11-02T13:03:05","date_gmt":"2017-11-02T12:03:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/?p=2272"},"modified":"2017-11-04T13:04:11","modified_gmt":"2017-11-04T12:04:11","slug":"caso-modena-turi-indebolire-le-istituzioni-rende-il-paese-piu-povero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/2017\/11\/02\/caso-modena-turi-indebolire-le-istituzioni-rende-il-paese-piu-povero\/","title":{"rendered":"CASO MODENA &#8211; Turi: indebolire le istituzioni rende il Paese pi\u00f9 povero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ieri, mercoled\u00ec 1 novembre,\u00a0 Massimo Gramellini, con il suo invidiabile stile, ha messo \u00a0in luce un fatto che potrebbe sembrare il solito fatto di cronaca, ma, a ben vedere, apre una finestra sul mondo reale e la scuola ne rappresenta lo spaccato.<br \/>\nIl fatto: in una scuola di Modena una docente subisce\u00a0 una umiliazione da un suo alunno che le getta in testa un cestino dei rifiuti. Questo gesto, fissato in un filmato che gira nel web, viene intercettato da un genitore che ne denuncia il fatto al Consiglio di istituto.<br \/>\nGramellini, giustamente sottolinea la mancanza di reazione della docente, immaginandone e condividendone la solitudine, l\u2019abbraccia per solidariet\u00e0.<br \/>\nE no, non pu\u00f2 finire cos\u00ec!<br \/>\nQuella docente rappresenta le istituzioni e non \u00e8 possibile cavarsela con la solidariet\u00e0. Bisogna ormai capire che occorre uno scatto di reni di tutta la societ\u00e0, civile e politica per capire cosa sottende un fatto di cronaca.<br \/>\nDa che mondo \u00e8 mondo, c\u2019\u00e8 la goliardia dei ragazzi che esprimono nella vita scolastica la reazione, la ribellione alle regole, \u00a0al mondo dei grandi. E ci\u00f2 li ha fatti crescere. \u00a0Ma quel mondo si \u00e8 fatto rispettare e ha trasmesso \u00a0valori e insegnato a quei ragazzi, oggi adulti, il senso dello Stato, dell\u2019autorevolezza, attraverso le relative punizioni e gli insegnamenti.<br \/>\nCi si chiede perch\u00e9 l\u2019insegnante di Modena non abbia reagito, e noi non lo possiamo sapere, facciamo come Gramellini, azzardiamo delle ipotesi.<br \/>\nSono ormai anni che i docenti sono denigrati e, spesso, oggetto di scherno; \u00a0\u00e8 rimasta nella nostra mente la frase di un noto giornalista che, nel criticare aspramente i docenti che dal Sud furono trasferiti al Nord, li aveva apostrofati\u00a0 come \u201cignoranti che non riuscivano neanche a farsi capire\u201d. E si potrebbe continuare.<br \/>\nUn atteggiamento che ha trovato il sostegno della politica nel non riconoscerne il loro ruolo e, di conseguenza, la giusta retribuzione. Siamo arrivati perfino ad alcuni ministri dell\u2019Istruzione che sono messi a parlare male dei loro dipendenti, dediti \u00a0\u201csolo a percepire lo stipendio\u201d.<br \/>\nCome una ciliegina sulla torta, nell\u2019ultima legge sulla scuola si assegna pi\u00f9 potere ai dirigenti e si trasformano i docenti in impiegati. E\u2019 intuibile il grado di frustrazione che subentra in chi avrebbe bisogno di ben altro: fiducia e sostegno da parte di una societ\u00e0 in subbuglio che, invece di rafforzare l\u2019autorevolezza di una funzione importante come quella di un insegnante, la vorrebbe curvata sui valori imperanti di un neo liberismo, fatto di individualismo, competizione, consumismo, omologazione, mode, merito, profitto ed egoismo.<br \/>\nNon ci si pu\u00f2 poi meravigliare dei risultati, magari quella docente avr\u00e0 chiesto l\u2019intervento del dirigente, la solidariet\u00e0 dei colleghi, la collaborazione dei genitori e magari si sar\u00e0 sentita sola ed isolata per l\u2019atteggiamento che ormai la scuola assume nei confronti delle famiglie e degli alunni. Questo accade quando la scuola diventa un servizio, piuttosto che una funzione insostituibile dello Stato: i clienti hanno sempre ragione, possono scegliersi la scuola, i docenti come in un supermercato.<br \/>\nOvviamente sono solo pensieri e, magari, siamo di fronte ad un singolo caso di una docente sprovveduta, ma una cosa \u00e8 certa: non serve pi\u00f9 solo la solidariet\u00e0, servono i fatti.<br \/>\nIn quella scuola di Modena \u00e8 accaduto ci\u00f2 che non doveva accadere e per fortuna l\u2019omert\u00e0 che serpeggia nelle scuole, cattivo esempio per il Paese, \u00e8 stata superata dalla tecnologia che l\u2019ha messa in luce.<br \/>\nOra chi pu\u00f2 e chi deve intervenga, ne va dell\u2019autorevolezza del sistema scolastico e di conseguenza delle istituzioni.<br \/>\nLo deve fare il dirigente, il consiglio di classe e di istituto. Lo deve fare il sindacato e la politica, ridare dignit\u00e0 e ruolo ad una categoria che ha bisogno di sostegno e non solo economico.<br \/>\nLa UIL\u00a0 Scuola rivolge alla docente di Modena un messaggio di vicinanza, siamo pronti a ci\u00f2 che \u00e8 possibile per un sindacato, a supportare ogni azione di tutela della dignit\u00e0 personale e professionale.<br \/>\nAlla famiglia dell\u2019alunno responsabile del gesto rivolgiamo l\u2019invito a scusarsi con la docente, solidarizzando e sostenendola nel processo educativo del figlio.<br \/>\nSe ci\u00f2 accadesse realmente, suggeriremmo al cine operatore del brutto gesto, di filmare anche il gesto di scuse e metterlo in rete.\u00a0 Ci sentiremmo un po\u2019 tutti meno soli e forse avremmo dato un aiuto serio a quella docente.<\/p>\n\n<div class=\"twitter-share\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?via=UILScuolaBO_ER\" class=\"twitter-share-button\" data-size=\"large\">Tweet<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri, mercoled\u00ec 1 novembre,\u00a0 Massimo Gramellini, con il suo invidiabile stile, ha messo \u00a0in luce un fatto che potrebbe sembrare il solito fatto di cronaca, &hellip; 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