{"id":5629,"date":"2020-02-18T19:37:06","date_gmt":"2020-02-18T18:37:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/?p=5629"},"modified":"2020-02-19T10:22:08","modified_gmt":"2020-02-19T09:22:08","slug":"intervista-pino-turi-commenta-latto-di-indirizzo-della-ministra-dellistruzione-lucia-azzolina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.uilscuolaemiliaromagna.it\/public\/er\/2020\/02\/18\/intervista-pino-turi-commenta-latto-di-indirizzo-della-ministra-dellistruzione-lucia-azzolina\/","title":{"rendered":"INTERVISTA | Pino Turi, commenta l\u2019Atto di indirizzo della ministra dell\u2019Istruzione Lucia Azzolina."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cQuesto Paese deve ritrovare fiducia nelle istituzioni. Ce n\u2019\u00e8 una che gode della fiducia del Paese e noi la demonizziamo? E\u2019 un mondo alla rovescia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl segretario nazionale della Uil Scuola, Pino Turi, commenta l\u2019Atto di indirizzo della ministra dell\u2019Istruzione Lucia Azzolina, presentato nei giorni scorsi. Centralit\u00e0 studente. Coinvolgimento dello studente nella didattica. Sapere meno trasmissivo. Inclusione. Alleanza educativa. Valorizzazione e sviluppo del personale scolastico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nScuola e territorio. Innovazione digitale. Valutazione. Regole certe per l\u2019accesso alla professione e organizzazione migliore dei concorsi. Pagamenti rapidi. Questi i punti salienti del documento programmatico presentato dalla ministra nei giorni scorsi. Inclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cInclusione? La scuola italiana \u00e8 la pi\u00f9 inclusiva al mondo. Insegniamo addirittura agli altri come si fa inclusione. Non abbiamo nulla da imparare. Docenti di vari sindacati di altri Paesi europei sono venuti a vedere come funziona l\u2019inclusione qui in Italia. La nostra \u00e8 l\u2019unica struttura scolastica al mondo che obbliga gli alunni extracomunitari anche non accompagnati ad andare a scuola\u201d. E ancora, i Pon: \u201cCon i Pon si fa recupero dei progetti e delle risorse invece che recupero dei ragazzi. Se le mie energie le devo usare per fare i Pon e i Por, che spesso non hanno tante ricadute sugli alunni, le user\u00f2 meno con gli studenti. Invece di risolvere i problemi del ragazzino che ha problemi a casa ci si guarda in cagnesco per chi si deve prendere il Pon\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Segretario Pino Turi, rimettiamo ordine. La ministra della pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, punta alla centralit\u00e0 dello studente, anche attraverso un suo coinvolgimento diretto nella didattica quotidiana, \u201cattraverso un ripensamento della metodologia didattica tradizionale, a vantaggio di un modello meno trasmissivo e pi\u00f9 appassionante\u201d. Che cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cE\u2019 logico che debba esserci una centralit\u00e0 dello studente ma senza il personale docente e il personale Ata si fa solo propaganda\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Che cosa la preoccupa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cMi preoccupa il fatto che si usano dei refrain tipici da Legge 107: ti do la formazione. Questo d\u00e0 pi\u00f9 un\u2019idea di indottrinamento che non un supporto alla professione docente. Quando per\u00f2 si parla di formazione obbligatoria e permanente in entrata e in servizio questo mi d\u00e0 invece l\u2019idea che ci si rivolga a persone che non conoscono il proprio mestiere, che sono incapaci. Ma questa \u00e8 un\u2019offesa bell\u2019e buona, poich\u00e9 si sta parlando di gente chiamata a formare a propria volta. Quando si parla dei dirigenti scolastici si parla di formazione per supporto della professione, invece per i docenti si parla di formazione in ingresso, strutturale e permanente: \u00e8 un\u2019offesa, una cosa falsa. La scuola funziona e funziona bene, e questo grazie ai docenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Eppure la formazione serve, \u00e8 indispensabile in tutte le professioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cNon c\u2019\u00e8 dubbio che la formazione serva. Ma quale formazione? Chi la sceglie? Il Ministero? La formazione nel nostro contratto \u00e8 un diritto e un dovere. Dico questo perch\u00e9 quando poi i docenti sono chiamati alla formazione i numeri sono considerevole quando \u00e8 di valore. Quando la formazione \u00e8 di carattere burocratico e deviata dal punto di vista ideologico i docenti la rifiutano. L\u2019obbligatoriet\u00e0 della formazione l\u2019abbiamo vissuta negli anni scorsi e abbiamo visto che era una burocrazia inutile. Occorre capire chi la progetta e cosa progetta. C\u2019\u00e8 l\u2019autonomia scolastica e se qualcuno pensa a una formazione centralistica si sbaglia. E siccome questa \u00e8 diventata materia di contrattazione vengano al tavolo della contrattazione con ideee chiare perch\u00e9 noi le abbiamo chiarissime. E vengano con le risorse poich\u00e9 per aumentare l\u2019orario di servizio ci vogliono risorse aggiuntive\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>A proposito di risorse. Se ne sta parlando oppure no?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cSegnalo che tutti ne hanno parlato. Un ministro si \u00e8 pure dimesso per la mancanza di risorse assegnate alla scuola. Bisogna capire se la scuola \u00e8 o no una priorit\u00e0. E\u2019 uno dei motivi della nostra mobilitazione, che parte dai precari e arriva fino ai problemi di natura strategica di questo Paese. La scuola \u00e8 una di quelle istituzioni che godono della fiducia del 66 per cento degli italiani e su questo non si deve scherzare. Pertanto, se il problema iniziale \u00e8 un giudizio negativo su un personale che bisognerebbe selezionare ed educare, si parte con un piede sbagliato. Stiamo assistendo di nuovo a un attacco contro una categoria che dovrebbe essere valorizzata e non denigrata. L\u2019autorevolezza dei docenti non \u00e8 premiata. E se il ministro dell\u2019Istruzione \u2013 che dovrebbe rappresentarli, visto che \u00e8 anche una docente \u2013 pensa che i docenti non siano all\u2019altezza, allora c\u2019\u00e8 un problema: la maggior parte degli italiani non la pensa invece cos\u00ec. Io dico: incontriamoci, magari scontriamoci, ma occorre iniziare a valorizzare e non denigrare e rendere debole la categoria agli occhi dell\u2019opinione pubblica. Questo Paese deve ritrovare fiducia nelle istituzioni. Ce n\u2019\u00e8 una che gode della fiducia del Paese e noi la demonizziamo? E\u2019 un mondo alla rovescia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Torniamo alla centralit\u00e0 dello studente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cLa centralit\u00e0 dello studente va di pari passo con la centralit\u00e0 del docente. Non dev\u2019essere in contrapposizione. Abbiamo introdotto il concetto di comunit\u00e0 educante, invece si continuano a utilizzare idee e narrazioni incoerenti. Lo studente non pu\u00f2 essere un oggetto della didattica ma un soggetto attivo, per\u00f2 non bisogna utilizzare soltanto frasi propagandistiche. I ragazzi e le famiglie devono partecipare alla vita scolastica anche attraverso una rivisitazione degli organi collegiali. Non \u00e8 eliminandoli che si risolvono i problemi ma rilanciando le loro funzioni di autogoverno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Davvero pensa che vogliano tagliarli?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cE\u2019 scritto! Siccome nelle linee guida della ministra Azzolina c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di modificare gli organi collegiali non vorrei che ci\u00f2 si verificasse. Io penso che vadano rivitalizzati. Se la scuola fosse un servizio e va bene. Ma se la scuola \u00e8 una funzione, essa va affidata agli organi di autogoverno. Se qualcuno pensa che il Ministero possa dire cosa si insegna e come allora c\u2019\u00e8 un vulnus al concetto di autonomia anche professionale. Il timore \u00e8 quello di avere una scuola eterodiretta, ammazzando quell\u2019autonomia che non c\u2019\u00e8 mai stata. Occorre inoltre eliminare quell\u2019errore delle sanzioni che spettano al dirigente. Che fa le indagini, fa pure il Pm e anche il giudice. Non va bene. Ci sono tante segnalazioni di sanzioni incomprensibili in giro per l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>La ministra Azzolina s\u2019impegna a favorire un sapere pi\u00f9 coinvolgente \u201cattraverso un ripensamento della metodologia didattica tradizionale, a vantaggio di un modello meno trasmissivo e pi\u00f9 appassionante\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cUna scuola \u00e8 diversa dall\u2019altra e deve fare ricerca per adeguare i programmi e le strategie didattiche. Tutto questo, per\u00f2, insisto, lasciamolo fare alle autonomie scolastiche investendo delle risorse. Ma l\u2019elemento essenziale e l\u2019idea che dobbiamo avere sono quelli della Costituzione, che indica una scuola statale, libera, autonoma e indipendente, specie dal potere esecutivo. La scuola, che ogni governo vorrebbe condizionare, deve dare conto al Parlamento, non al Governo. Infatti ogni Governo cambia le linee del Governo precedente. Ogni ministro vuole fare le riforme e passare alla storia. Si parta invece dai valori costituzionali. La scuola \u00e8 la depositaria dei valori, non il Governo. La scuola \u00e8 un\u2019istituzione pi\u00f9 importante delle altre, anche del Governo, come dice Calamandrei. Tutti lo citano, Calamandrei, ma spesso a sproposito\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Per la ministra l\u2019inclusione scolastica deve essere un impegno costante per garantire la piena integrazione \u2013 in ambito scolastico ma anche nel pi\u00f9 generale contesto di vita \u2013 non solo dello studente il cui percorso di istruzione sia connotato da condizione di disabilit\u00e0, da specifici disturbi dell\u2019apprendimento o da altre situazioni di svantaggio socio economico, linguistico o culturale, ma anche di quegli studenti ad alto potenziale che necessitano, a loro volta, di strategie didattiche coerenti con la loro speciale condizione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cLa scuola italiana \u00e8 la pi\u00f9 inclusiva al mondo. Insegniamo addirittura agli altri come si fa inclusione, va bene? Non abbiamo nulla da imparare. Docenti di vari sindacati di altri Paesi europei sono venuti a vedere come funziona l\u2019inclusione qui in Italia. La nostra \u00e8 l\u2019unica struttura scolastica al mondo che obbliga gli alunni extracomunitari anche non accompagnati ad andare a scuola. E\u2019 un elemento di integrazione dove siamo i primi al mondo. Mi piace pensare che tutti gli elementi di terrorismo in Francia qui non ci siano perch\u00e9 abbiamo fatto una buona inclusione. La scuola italiana si \u00e8 evoluta ma molti non la conoscono e chi dice che la scuola non funziona \u00e8 un nemico di questo Paese. Chi ama la scuola non deve limitarsi a tagliare i nastri ma deve conoscere i miracoli che si fanno nelle scuole italiane ogni giorno. La scuola ogni giorno salva dalla strada tanti ragazzi e per\u00f2 trattando il suo personale peggio che si pu\u00f2. Ci sono anche le eccellenze ma nelle scuole italiane e c\u2019\u00e8 una normalit\u00e0 di persone che svolgono la professione per passione e per\u00f2 te la fanno passare. Se devo fare la guerra contro chi ti vuol far fare l\u2019impossibile ti fa passare la voglia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come giudica la promessa di \u201cvalorizzazione e sviluppo del personale scolastico\u201d, legata alla formazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cLo faccia. E\u2019 lei il ministro. Lo faccia confrontandosi con i sindacati. Non ho mai trovato un ministro che abbia detto cose diverse: semmai non \u00e8 mai riuscito a farle. Che \u00e8 una cosa diversa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cosa chiedete?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cPrima di tutto risorse e stipendi perch\u00e9 lo stipendio dei docenti italiani sono i pi\u00f9 bassi in Italia, rispetto ad altre categorie e rispetto ai colleghi in Europa e per un mestiere a cui si chiede sempre di pi\u00f9. Un docente non lo fa solo per una questione economica, si porta a casa le angosce, l\u2019attivit\u00e0 non si chiude con la chiusura dei cancelli della scuola. Ti porti a casa i problemi e vivi come un fallimento se non li risolvi. Occorre restituire al docente la dignit\u00e0 del lavoro e invece che cosa facciamo? Il precario non \u00e8 abbastanza bravo dopo dieci anni di servizio, e via via gli altri ritornelli. Insomma, si dicono delle cose, se ne fanno delle altre. Si pensi inoltre ai Pon\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>In che senso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cCon i Pon si fa recupero dei progetti e delle risorse invece che recupero dei ragazzi. Se le mie energie le devo usare per fare i Pon e i Por (Programmi operativi nazionali e regionali, ndr) che spesso non hanno tante ricadute sugli alunni, le user\u00f2 meno con gli studenti. Invece di risolvere i problemi del ragazzino che ha problemi a casa, ci si guarda in cagnesco per chi si deve prendere il Pon. Non si fa nulla se i docenti singoli non fanno squadra e i dirigenti si vanno a cercare i collaboratori che fanno solo questo e abbandonano quasi la classe. La corsa a partecipare ai bandi toglie energie, devi spendere energie per il bando non per quello che devi fare dopo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Eliminiamo i Pon?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cNon sto dicendo che vanno tolti i Pon e i Por, ma va utilizzato un altro strumento per assegnarli alle scuole. La scuola nasce per fare formazione e didattica e mi pare che formazione e didattica stiano diventando compiti secondari. Non si pu\u00f2 svolgere come secondario un compito primario. Sono cose importanti, ma se tutte le energie si devono concentrare su questo e non sugli alunni qualche riflessione va posta. E torniamo all\u2019autogoverno della scuola, alla quale si chiedono cose che non pu\u00f2 fare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Altro punto fondamentale dell\u2019Atto di indirizzo \u00e8 l\u2019innovazione digitale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cLa scuola di per s\u00e9 \u00e8 un organismo vivo. I nativi digitali sono nelle aule. L\u2019insegnamento \u00e8 totalmente diverso. Si insegna e si impara vicendevolmente. Lo strumento non pu\u00f2 sostituire gli obiettivi. Il supporto digitale serve per avere conoscenze migliori ma non pu\u00f2 sostituire il pensiero e le persone, li pu\u00f2 solo aiutare in senso positivo nella didattica. Gi\u00e0 i ragazzi e le famiglie vivono con lo smartphone e basta pensare alle chat dei genitori per capire quanti danni potrebbe creare la digitalizzazione nella scuola. La scuola si deve autogovernare anche negli elementi di innovazione. Occorre metterli al centro della didattica e vedo che ogni docente gi\u00e0 lo fa. Lo deve far meglio e mettendo pi\u00f9 risorse e pi\u00f9 autonomia degli organi collegiali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>La ministra promette l\u2019 implementazione del Sistema nazionale di valutazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cSe ne facciano una ragione: misurare non \u00e8 possibile. Alla lunga te lo dicono gli studenti: professore, mi hai cambiato la vita. Il vero problema \u00e8 dare la possibilit\u00e0 di svolgere un\u2019altra professione a gente che lavora nella scuola ma che ha sbagliato mestiere. Fate i giudici di pace, fate un\u2019altra cosa ma da un\u2019altra parte poich\u00e9 come un insegnante bravo cambia la vita a un alunno, anche uno cattivo lo fa. Peraltro, per valutare occorre capire di che cosa si stia parlando. Mentre il neoliberismo vuol valutare ogni cosa, nella scuola non si pu\u00f2 usare questo modello di mercato. Non si pu\u00f2 misurare nel momento dato. Ritorniamo agli antichi greci con il principio che anche l\u2019otium e non solo il negotium serve per crescere. E l\u2019equilibrio tra otium e negotium lo deve stabilire la comunit\u00e0 scolastica in libert\u00e0. Chiedo che la scuola sia una comunit\u00e0 che si autogoverna. Ci sar\u00e0 un dirigente, ma non pu\u00f2 essere l\u2019uomo solo al comando, altrimenti la scuola diventa una caserma e le caserme hanno sempre prodotto distruzione. Le prove Invalsi negli Usa hanno portato a un loro ripensamento, i ragazzi sono valutati dai propri docenti e nessuna prova Invalsi si pu\u00f2 sostituire a loro. Il docente conduce una valutazione personale e se qualcuno vuol valutare i docenti \u00e8 fuori dal mondo. Non si pu\u00f2 valutare un docente nel suo produrre emozioni, sapere, desiderio di conoscenza. Ma in un mondo in cui tutto \u00e8 governato dal liberismo \u00e8 difficile che la scuola ce la faccia a difendersi. Il mercato esclude secondo le regole del mercato. Nella scuola si deve fare esattamente il contrario: si prende il pi\u00f9 debole e lo si rende pari, cio\u00e8 si fa esattamente il contrario. Invece spesso si crea competizione in classe tra gli alunni. La scuola invece deve dare delle regole, deve indicare una strada. Pi\u00f9 avanti ci sar\u00e0 una societ\u00e0 che valuter\u00e0 quello che \u00e8 stato fatto. La scuola deve far bene il proprio lavoro, deve creare coscienza critica e libert\u00e0 di pensiero che spesso fa paura al potere politico. Invece una scuola che omologa non serve a nessuno. Ma tutti parlano di scuola come si parlasse di calcio, tutti commissari tecnici. La scuola deve essere una palestra di democrazia, una palestra di scontro generazionale\u201d.<br \/>\n<strong>Veniamo all\u2019accesso alla professione e ai concorsi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cCi sono limiti ai concorsi. I concorsi non accertano le migliori persone. La vera innovazione \u00e8 questa: fare i concorsi e poi per un anno la scuola forma i docenti e li mette alla prova, come nei concorsi straordinari. E\u2019 una tradizione che dovrebbe esaltare una specificit\u00e0 e la valutazione non deve essere fatta dal concorso ma da un percorso in situazione. Penso sia contestabile la convinzione che il concorso sia la panacea di tutti i mali. Esso serve per operare una selezione visto che ci sono meno posti rispetto ai concorrenti ma poi chi vince si sottopone a una valutazione a seguito di un anno di formazione, dopo di che si pu\u00f2 dire: basta. E invece no, si sente dire che la formazione \u00e8 perenne. Significa che vuoi fare di me un automa, ma questo \u00e8 un indottrinamento. Ad esempio, ricordo che ogni anno ci sono cinque giorni di formazione ai quali i docenti hanno il diritto di partecipare per aggiornarsi, ma i dirigenti spesso dicono di no. Allora vuol che uno deve seguire i soliti tromboni. Con il sistema delle agenzie formative plurali si riesce a fare formazione interessante e infatti, quando facciamo formazione noi, c\u2019\u00e8 sempre un sacco di gente che viene, perch\u00e9 sente di aver esigenze diverse e nello specifico, e dunque uno va a cercare quel che a lui serve, non quello che dice la ministra Azzolina. Non credo negli obblighi: tu puoi obbligare uno a fare una buca ma non a formarsi in una cosa in cui non ha interesse\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>La ministra infine promette infine pagamenti rapidi da parte dell\u2019Amministrazione. Almeno questo\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cE\u2019 il mio sogno nel cassetto: io lavoro e devo essere pagato. E non sembra essere un dato acquisito, se \u00e8 negli obiettivi del ministro\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.orizzontescuola.it\/turi-uil-formazione-obbligatoria-se-decisa-dal-ministero-e-indottrinamento-come-reclutare-concorso-e-poi-un-anno-di-formazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il link alla pagina di OrizzonteScuola<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n<div class=\"twitter-share\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?via=UILScuolaBO_ER\" class=\"twitter-share-button\" data-size=\"large\">Tweet<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuesto Paese deve ritrovare fiducia nelle istituzioni. Ce n\u2019\u00e8 una che gode della fiducia del Paese e noi la demonizziamo? 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