Nella nostra scheda le novità su PEI e sostegno, percorsi abilitanti, ITP, Funzionari EQ e DSGA, istituti tecnici e integrazione. UIL Scuola: primo risultato il recupero delle ore nei tecnici; l’abilitazione non diventi una barriera economica. No al tetto del 30%: servono più docenti di italiano L2, mediatori linguistici e organici stabili.
Il Decreto Scuola (DL 170/2026) introduce diverse novità per il mondo della scuola. Il provvedimento interviene su inclusione e sostegno, reclutamento e abilitazione dei docenti, istituti tecnici, Funzionari EQ e DSGA, orientamento, digitalizzazione e integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana.
IL DECRETO SCUOLA IN SINTESI
Sul sostegno cambiano tempi e modalità di predisposizione del PEI. Per gli alunni che proseguono il percorso nello stesso grado di istruzione viene considerata prioritariamente la conferma delle ore attribuite nell’anno precedente, salvo motivate ragioni per una diversa quantificazione. Nei passaggi tra diversi gradi di istruzione il fabbisogno viene invece riesaminato sulla base delle esigenze individuate nel PEI. Novità anche per il funzionamento del GLO.
Sul fronte del reclutamento, diventa strutturale l’accesso ai percorsi abilitanti da 30 CFU/CFA per i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso, e per le altre categorie previste dalla norma. Per gli ITP viene prorogato fino al 31 dicembre 2027 il regime transitorio che consente l’accesso alle procedure concorsuali con il diploma previsto per la relativa classe di concorso.
Interventi anche per i Funzionari EQ con incarico di DSGA. Dal 2027/28 saranno utilizzate le graduatorie del concorso ordinario e della procedura di progressione avviate nel 2024. Dopo l’assunzione dei vincitori, in presenza di posti disponibili e delle necessarie facoltà assunzionali, è previsto anche lo scorrimento delle graduatorie.
Cambia anche l’istruzione tecnica. Gli istituti tecnici assumono la denominazione di “licei tecnologici”, pur restando fermo l’attuale assetto ordinamentale. Vengono inoltre recuperate nel curricolo 132 ore nel primo biennio, 66 nel secondo biennio e 99 nel quinto anno, precedentemente ricomprese nella quota di autonomia.
Dal 2027/28 torna inoltre, su base facoltativa, il latino nella scuola secondaria di primo grado: dalla seconda classe potrà essere attivata un’ora settimanale aggiuntiva, per complessive 33 ore annuali. Il decreto stanzia poi 70 milioni di euro tra il 2026 e il 2027 per orientamento, tutoraggio, inclusione e contrasto alla dispersione e prevede ulteriori risorse per libri di testo, educazione al rispetto, contrasto alla violenza di genere e al cyberbullismo, PNRR e digitalizzazione.
Una parte rilevante del provvedimento riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana. Dal 2027/28 viene introdotto nelle classi prime un limite del 30%, applicato secondo criteri specifici e non indistintamente a tutti gli alunni stranieri. Sono previste inoltre misure per la distribuzione degli studenti tra le scuole, il potenziamento dell’italiano L2 e percorsi di apprendimento della lingua italiana per i genitori nei casi individuati dalla norma.
LA POSIZIONE DELLA UIL SCUOLA
Il decreto interviene su numerosi aspetti del sistema scolastico, alcuni dei quali recepiscono, almeno in parte, questioni che la UIL Scuola ha posto nel confronto con il Ministero. Restano, tuttavia, diversi punti sui quali riteniamo necessario continuare il confronto e intervenire ulteriormente.
ISTITUTI TECNICI
Il confronto e l’azione sindacale hanno prodotto alcuni primi risultati: il recupero di 132 ore nel primo biennio, 66 ore nel secondo biennio e 99 ore nel quinto anno modifica l’impianto iniziale della riforma e restituisce una parte delle ore alle discipline curricolari.
Per la UIL Scuola, tuttavia, le modifiche introdotte non risolvono tutte le criticità che abbiamo evidenziato fin dall’avvio della riforma.
Sarà necessario verificare concretamente gli effetti dei nuovi quadri orari sulle singole discipline, sulle classi di concorso, sulla formazione delle cattedre e sugli organici. Continueremo quindi a chiedere tutti gli interventi necessari a salvaguardare l’identità dell’istruzione tecnica, la qualità dell’offerta formativa e le professionalità del personale.
Dietro ogni ora di insegnamento ci sono infatti una disciplina, una professionalità e un posto di lavoro che devono essere tutelati.
Proprio per questo abbiamo chiesto al Ministero un ulteriore confronto, affinché le criticità ancora presenti possano essere affrontate e possano trovare soluzione attraverso ulteriori modifiche da introdurre in sede di conversione del decreto-legge.
TETTO DEL 30% ALUNNI STRANIERI
La UIL Scuola ha espresso la propria contrarietà alla scelta di affrontare attraverso un limite percentuale la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana.
Siamo consapevoli delle difficoltà che possono determinarsi nelle scuole nelle quali si concentra un numero elevato di alunni che non conoscono adeguatamente la lingua italiana. È un problema reale, che le scuole affrontano quotidianamente. Ma proprio per questo servono strumenti reali, non soltanto un limite numerico.
Occorre rafforzare l’organico della classe di concorso A-23, rendere strutturali i percorsi di italiano L2, aumentare la presenza dei mediatori linguistico-culturali, ridurre il numero degli alunni nelle classi maggiormente complesse e garantire organici aggiuntivi e stabili. Un ragazzo non può essere considerato semplicemente una percentuale e una scuola non può essere lasciata sola a gestire problemi sociali, linguistici e organizzativi che richiedono risorse e personale. Per la UIL Scuola l’integrazione si costruisce investendo sulla scuola statale, sulla conoscenza della lingua, sul personale e sulla capacità della scuola di includere.
PERCORSI ABILITANTI: L’ABILITAZIONE NON PUÒ DIVENTARE UNA BARRIERA ECONOMICA
Valutiamo positivamente la possibilità di rendere strutturale l’accesso ai percorsi da 30 CFU/CFA per i docenti che possiedono i requisiti di servizio previsti dalla norma.
Resta però una questione che non può essere ignorata: per anni il sistema scolastico ha affidato classi e responsabilità educative a migliaia di docenti precari e non può poi chiedere agli stessi lavoratori di sostenere percorsi costosi e difficilmente conciliabili con il servizio per ottenere un titolo necessario alla prosecuzione della propria carriera.
Chiediamo quindi un numero di posti adeguato al fabbisogno, una distribuzione territoriale equilibrata dei percorsi, costi sostenibili, modalità di frequenza compatibili con il lavoro e un effettivo diritto alla fruizione dei permessi per il diritto allo studio.
L’abilitazione deve rappresentare un percorso di qualificazione professionale e di stabilizzazione, non trasformarsi in una selezione determinata dalle possibilità economiche dei lavoratori.
FUNZIONARI EQ E DSGA
La possibilità di utilizzare e scorrere le graduatorie del concorso ordinario e della procedura di progressione rappresenta una risposta a una questione sulla quale la UIL Scuola ha più volte chiesto interventi.
Ora è necessario che alle disposizioni normative seguano contingenti di assunzione adeguati ai posti effettivamente disponibili.
Non sarebbe comprensibile mantenere posti di DSGA vacanti mentre nelle graduatorie sono presenti lavoratori che hanno superato le procedure previste.
La UIL Scuola continuerà pertanto a chiedere l’utilizzo di tutti i posti disponibili e lo scorrimento delle graduatorie fino al loro esaurimento, nel rispetto delle facoltà assunzionali previste.
DIGITALIZZAZIONE E SIDI
Lo sviluppo del SIDI, l’interoperabilità delle banche dati e l’integrazione delle piattaforme possono contribuire a rendere più efficiente il lavoro delle scuole. Ma per la UIL Scuola deve essere chiaro un principio: digitalizzare una procedura non significa automaticamente semplificarla.
La semplificazione esiste quando vengono eliminati duplicazioni, richieste ripetute degli stessi dati, passaggi amministrativi inutili e adempimenti che oggi gravano soprattutto sulle segreterie scolastiche.
Non possiamo continuare ad aggiungere piattaforme, scadenze e procedure e chiamare tutto questo “semplificazione”. L’obiettivo deve essere ridurre realmente il carico amministrativo delle scuole e restituire tempo e risorse alle attività che servono alla comunità scolastica.
INCLUSIONE E PEI: TUTELARE I DIRITTI E LA QUALITÀ DEL PERCORSO
Le modifiche al PEI e alla determinazione delle ore di sostegno dovranno essere attentamente monitorate nella loro applicazione. Per la UIL Scuola ogni intervento di semplificazione delle procedure deve mantenere al centro il diritto dell’alunno con disabilità a ricevere il sostegno necessario sulla base dei propri effettivi bisogni.
La continuità delle ore può rappresentare un elemento utile, ma non può trasformarsi in un automatismo: le risorse devono continuare ad essere determinate sulla base delle condizioni e delle esigenze concretamente individuate nel PEI.
RISORSE E PERSONALE
Nel decreto sono previste risorse per orientamento, tutor, PNRR, innovazione digitale, integrazione linguistica, cyberbullismo e altre attività.
Ma ogni nuova funzione attribuita alle istituzioni scolastiche significa inevitabilmente nuovo lavoro per docenti, personale ATA e dirigenti. Non si può chiedere alla scuola di fare sempre di più con gli stessi organici e caricando nuove responsabilità sul personale.
La qualità della scuola non dipende dal numero delle riforme, delle piattaforme o dei progetti introdotti. Dipende innanzitutto dalle persone che ogni giorno fanno funzionare le istituzioni scolastiche.
Per questo alle riforme devono accompagnarsi organici adeguati, stabilità del personale, valorizzazione professionale e un riconoscimento economico coerente con le responsabilità esercitate.
È su questo terreno che si misura concretamente l’investimento sulla scuola statale del nostro paese.
Nella nostra scheda di approfondimento tutte le principali novità del Decreto Scuola, spiegate punto per punto.
fonte: UIL Scuola
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