11 OTTOBRE – 76ª GIORNATA NAZIONALE PER LE VITTIME DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO
Dietro ogni morte sul lavoro c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta, un futuro cancellato. Non possiamo accettare che morire lavorando diventi una tragica normalità.
Da anni abbiamo lanciato la campagna “Zero Morti Sul Lavoro” perché la sicurezza non è un costo, ma un diritto ed il volto di Luana D’Orazio, giovane lavoratrice morta a soli 22 anni, ci ricorda ogni giorno perché questa battaglia non può fermarsi.
Le nostre rivendicazioni sono chiare:
- L’istituzione del reato di omicidio sul lavoro e di una Procura speciale per garantire indagini adeguate e giustizia alle famiglie.
- Più ispettori e più controlli per prevenire gli infortuni e individuare chi viola le norme sulla sicurezza.
- Più investimenti in prevenzione e formazione di qualità, con il coinvolgimento degli enti bilaterali e strumenti efficaci, per contrastare il mercato dei falsi attestati.
- Lo stop alle gare al massimo ribasso e il contrasto ai subappalti a cascata per impedire che la ricerca del massimo profitto sacrifichi la sicurezza.
- Il rafforzamento delle tutele e gli aiuti per le famiglie delle vittime.
La sicurezza deve venire prima del profitto. Chi viola le regole e mette consapevolmente a rischio la vita delle persone deve risponderne con sanzioni adeguate alla gravità delle proprie responsabilità.
Alle parole si affianchino azioni concrete.
Con Fondazione Roma la UIL ha sottoscritto il protocollo “Radici di solidarietà: Insieme per le famiglie colpite”: 500 mila euro complessivi per 50 contributi da 10 mila euro destinati a coloro che hanno perso un proprio caro in un incidente sul lavoro nel Lazio.
Un aiuto concreto per non lasciare sole le famiglie nel momento più difficile. Nessun contributo potrà restituire una vita ma la solidarietà può offrire un sostegno immediato a chi affronta il dolore e le sue conseguenze economiche.
La nostra battaglia, però, parte prima di ogni tragedia: prevenire, controllare, formare e garantire giustizia.
Governo e Parlamento assumano impegni precisi e indichino tempi certi. Non bastano più le parole di cordoglio. Servono scelte, responsabilità e risultati.
ZERO MORTI SUL LAVORO. Non è uno slogan. È un impegno che non si ferma.
fonte: UIL
Il post Facebook di Marcello Borghetti – Segretario Generale UIL Emilia Romagna:
La vita delle persone viene prima del profitto. Sempre.
Oggi, in occasione della 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL, ricordiamo tutte le donne e gli uomini che hanno perso la vita lavorando e siamo vicini alle loro famiglie e a chi ha subito gravi conseguenze per un infortunio.
Da anni la UIL porta avanti con determinazione la battaglia “Zero morti sul lavoro”. Una mobilitazione nazionale che ha contribuito a far crescere la sensibilità e l’attenzione su questa tragedia, ma che non può fermarsi.
Perché, nonostante i passi avanti nella consapevolezza, i numeri delle vittime e degli infortuni restano inaccettabili.
Servono più prevenzione, formazione, controlli, investimenti nella sicurezza e responsabilità da parte delle imprese e delle istituzioni. La sicurezza non può essere considerata un costo da ridurre, ma un diritto fondamentale da garantire a ogni lavoratrice e lavoratore.
Come UIL Emilia-Romagna continueremo a sostenere questa battaglia, nei luoghi di lavoro e nei territori, perché nessuno debba più uscire di casa per andare a lavorare senza avere la certezza di poter tornare dalla propria famiglia.
La sicurezza sul lavoro non si celebra soltanto una giornata all’anno. Si costruisce e si difende ogni giorno.
ZERO MORTI SUL LAVORO. Non uno slogan, ma un obiettivo irrinunciabile.
Uil Emilia Romagna
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