Concorso infanzia e primaria: la pubblicazione del bando non prima di ottobre. Contingente immissioni in ruolo: 5.000 posti in meno rispetto a quelli annunciati

Concorso ordinario infanzia e primaria, la pubblicazione del bando non prima di ottobre:
bisogna attendere presentazione ed esito del provvedimento legislativo d’urgenza in procinto di approdare il Parlamento

Contingente immissioni in ruolo: 5.000 posti in meno rispetto a quelli annunciati.
Si tratta di una scelta che prefigura la riduzione degli organici dovuta alla denatalità

Per la UIL: se si vuole eliminare il precariato bisogna sanare le situazioni pregresse e la circostanza per cui vi è una diminuzione delle nascite e conseguentemente degli alunni, rappresenta un’occasione da non perdere per rilanciare il sistema scolastico italiano taglieggiato negli anni pregressi e che ha portato il paese nel fanalino di coda degli investimenti in termini di Pil, dell’area euro.
Un decremento degli organici, sia pure motivato dalla curva della natalità, sarebbe un’ulteriore riduzione di risorse che, invece dovrebbero essere lasciate  al settore stesso, in termini di investimento lasciando la spesa complessiva invariata, approfittano magari per aumentare anche le retribuzioni del personale che sono le più basse sia rispetto ai colleghi della Pubblica amministrazione che rispetto ai colleghi europei.


L’informativa sul bando di concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, le certificazioni INPS sui pensionamenti e i contingenti delle immissioni in ruolo del personale docente sono stati al centro dell’incontro tra organizzazioni sindacali e Miur, rappresentato dal Capo dipartimento Dott.ssa Palumbo. Per la UIL scuola hanno partecipato Noemi Ranieri e Paolo Pizzo.

  • INFORMATIVA SUL BANDO DI CONCORSO ORDINARIO INFANZIA E PRIMARIA

L’incontro dà seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 18 luglio scorso del decreto per l’avvio del concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria per un totale di n. 16.959 posti (10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e  6.335 per l’anno scolastico 2021/2022).
Il bando, come richiesto nello specifico dalla Uil Scuola, non sarà pubblicato prima del mese di ottobre, per consentire l’attivazione delle procedure straordinarie preannunciate nel decreto legge in via di definizione.

Requisiti di accesso
Il concorso è aperto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso e possono partecipare anche i docenti di ruolo.

  • Per i posti comuni
    Laurea in Scienze della formazione primaria o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero  e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente,  oppure ancora, in alternativa, il diploma magistrale  con  valore  di  abilitazione, ovvero  diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli  istituti magistrali, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002.
  • Per i posti di sostegno
    Fermo restando i titoli di cui sopra, bisogna essere in possesso  del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito  ai  sensi  della  normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente.
  • Ammissioni  con  riserva
    Possono essere ammessi con riserva  coloro  che,   avendo   conseguito all’estero i titoli richiesti,  abbiano  comunque  presentato  la  relativa  domanda  di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici.

Su richiesta specifica della Uil Scuola, il Miur valuterà una modifica al DM con la possibilità di inserire la possibilità di partecipazione con riserva anche per i docenti che stanno al momento frequentando il TFA di sostegno, per concorrere alla copertura dei posti di sostegno.

Presentazione delle domande
La domanda si presenterà esclusivamente attraverso l’istanza online tramite piattaforma Polis.
È possibile partecipare in un’unica regione per tutte le procedure per cui si ha titolo (max 4: infanzia, primaria, sostegno infanzia e sostegno primaria), versando con un contributo unificato, la cui attestazione di versamento dovrà essere presentata al momento della prova.

Preselettiva
Ancora da definire le modalità. Le prove preselettive verteranno sui seguenti ambiti:

  • capacità logiche
  • comprensione del testo
  • conoscenza della normativa scolastica.

  • CONTINGENTE IMMISSIONI IN RUOLO PERSONALE DOCENTE

L’amministrazione ha fornito l’informativa sul contingente delle immissioni in ruolo per il personale docente 2019/20 diviso per regioni e province.
Entro la giornata di oggi saranno inviati agli USR sia il DM che gli strumenti operativi per le operazioni di nomina.
Come già detto, Il MEF ha ridotto di 5.000 unità rispetto al contingente richiesto dal Miur che era di 58.627.
Pertanto le assunzioni saranno 53.627.

L’amministrazione si è adeguata ed ha illustrato come è stata calcolata la riduzione dei 5.000 posti:
– ridotto in parte il contingente del sostegno nelle regioni dove il numero degli specializzati è inferiore alle disponibilità;
– lo stesso criterio si applicherà per la riduzione sulle classe di concorso.

Le regioni più interessate saranno, ovviamente, quelle del centro-nord in cui l’impatto della riduzione è minore rispetto al fabbisogno.


  • PENSIONI – CERTIFICAZIONI INPS

Dai dati forniti dall’Inps, la situazione dei pensionamenti è la seguente:

  • Per la prima platea (pensioni anticipate, vecchiaia, opzione donna…), a fine giugno risultavano il 99% dei pensionamenti certificati rispetto alle domande presentate. Ad oggi restano soltanto 90 casi da perfezionare.
  • Seconda platea (il cui grosso è soprattutto di “quota 100”: 16.214 domande): Al 24 giugno erano state certificate il 79,77% delle domande presentate, e ad oggi risultano al 94,79% i pensionamenti certificati.

Il totale delle certificazioni di pensione per tutto il personale della scuola ad oggi realizzate sono 41.999.
Di seguito alcuni dati sui pensionamenti docenti.
Sono state presentate 17.641 domande di pensionamento di cui “quota 100” 13.347.
Il 29 maggio, alla chiusura degli organici, dei pensionamenti per il personale docente sono utili ai fini dei trasferimenti/assunzioni circa 5.875 posti.


  • POSTI DISPONIBILI DOPO I TRASFERIMENTI

Personale docente (comune + sostegno):

 Infanzia: 4.082
– Primaria: 6.897
– I grado: 24.587
– II grado: 23.082
Totale: 58.646

Alcuni dati regionali:

    • Infanzia: in Lombardia circa 600 posti disponibili tra comune e sostegno; quasi 500 in Piemonte e 400 in Puglia;
    • Primaria: in Emilia Romagna circa 1200 posti disponibili tra comune e sostegno, circa 600 nel Lazio e 500 in Liguria;
    • I grado: solo per il sostegno ci sono 555 posti disponibili in Emilia Romagna e 2.553 in Lombardia
    • II grado: solo per il sostegno 699 posti in Lombardia e 396 in Piemonte.


  • LA POSIZIONE DELLA UIL

La Uil Scuola, premettendo di sostenere la rapida conclusione delle procedure concorsuali, in atto e in attuazione del citato decreto legge, sia ordinarie che riservate,  ha sottolineato come nell’idea originaria del Ministro il concorso ordinario doveva essere bandito insieme a quello straordinario, cosa che invece non è stata possibile , diventa sbagliato bandire ora un concorso ordinario quando ancora non sono esaurite le graduatorie del 2016, le quali saranno presumibilmente  prorogate di un altro anno, e quelle del 2018, anche’esse presumibilmente interessate dal decreto e  le cui procedure sono ancora in corso di svolgimento, non rappresenta questione urgente e anzi creerebbe situazioni controverse non gestibili e non risolvibili con l’indizione di un nuovo concorso che di fatto non sanerebbe le situazioni del precariato.
Ciò anche alla luce di una proposta presentata in Parlamento per una possibile emanazione di un concorso straordinario bis, che a questo punto risulterebbe successivo a quello ordinario creando ancora più confusione e malcontento tra tutti gli interessati.
Per la Uil le questioni più urgenti, già a partire dall’immediato, devono andare nella direzione di sanare tutte le situazioni pregresse, cominciando dalla copertura di tutti i posti vacanti e disponibili utilizzando tutte le graduatorie al momento esistenti. Più in generale, la Uil ha rivendicato quelle che devono essere oggi le priorità:

    • la copertura  di tutti i posti vacanti e disponibili compresi tutti quelli di “quota 100” che, per una parte, e per un meccanismo meramente burocratico, non saranno, a detta del Miur, invece disponibili;
    • garantire a tutti i docenti attualmente inclusi nelle graduatorie dei concorsi regionali 2016 (compresi gli idonei) e 2018 la possibilità, a domanda, di poter partecipare all’immissione in ruolo anche in altre regioni laddove le graduatorie risultassero esaurite anche in relazione alle questioni determinate dalla indizione del nuovo concorso.  Su  tale aspetto, rivendicato da tempo dalla Uil Scuola,  l’amministrazione ha effettuato una verifica tecnica secondo la quale tale misura oltre che fattibile risulta anche concretamente utile per accelerare lo svuotamento delle graduatorie e coprire posti che resterebbero comunque vacanti per assenza di aspiranti.  La questione dovrebbe trovare soluzione nel decreto legge in via di discussione che  utilmente intende raccogliere istanze diverse per la soluzione di numerosi problemi ancora aperti sulla scuola.
    • permettere ai docenti individuati dalle graduatorie del concorso 3° anno del FIT 2018 pubblicate dopo il 31/8 un cambio di provincia che tenga conto delle attuali disponibilità al fine di non creare delle disparità tra docenti che hanno partecipato alla stessa procedura concorsuale;
    • dare indicazioni precise alle scuole riguardo tempi, modi e modalità di reclutamento anche in relazione alle “messe a disposizione” onde evitare di creare un sistema soggetto a speculazioni, disomogeneo sul territorio nazionale e, in alcuni casi, assolutamente non discrezionale che come sempre si ripercuote sulla funzionalità delle scuole e sulla didattica;
    • commissioni esaminatrici dei concorsi: garanzie di svolgimento del lavoro nelle migliori condizioni a partire dall’esonero dal servizio; creazione di indicazioni operative che diano omogeneità al lavoro da svolgere; compensi non collegati esclusivamente al numero degli elaborati ma correlati all’impegno e alla responsabilità.
      Inoltre, per la Uil Scuola la situazione prospettata sulle immissioni in ruolo del personale docente non risponde alle reali esigenze ed invita il governo ad un’attenta riflessione, anche per attuare gli impegni assunti ad Aprile scorso con le organizzazioni sindacali.

Inizialmente il MIUR aveva annunciato 58.627 assunzioni per il personale docente e richiesta l’autorizzazione al MEF.
Il MEF nella giornata di ieri ha autorizzato solo 53.627 posti. Ben 5.000 posti in meno rispetto a quelli richiesti.
Se si considerano tutti i posti dei pensionamenti registrati dopo il 29 maggio che non saranno disponibili per le immissioni in ruolo, i posti in organico di fatto, soprattutto i posti in deroga  che, per il sostegno, supereranno per il 2019/20 il limite dei 50 mila unità e se si aggiungono i 5.000 posti non autorizzati e si considera che l’anno scorso le supplenze sono state più di 100 mila, anche in considerazione dei 32 mila posti non coperti il precedente anno con immissioni in ruolo già autorizzate, per l’a.s. 2019/20 potremmo ad oggi prevedere il superamento delle 150/160 mila supplenze.
Una situazione tutta da (ri)considerare politicamente e in senso complessivo, in quanto ancora una volta si vuole fare cassa con la scuola a  conferma che in Italia siamo rassegnati a spendere sempre meno la nostra scuola rispetto al resto dell’Europa e che rischia di prestare ovviamente il fianco ad una procedura di infrazione per l’abuso dei contratti a tempo determinato per l’abnorme numero di contratti a termine a fronte di posti in organico disponibili e vacanti.
Ci vuole invece un’inversione di tendenza che miri ad investire sulle persone, sul personale che fa funzionare la scuola. È da lì che occorre ripartire con determinazione e urgenza rifuggendo ogni paventato taglio ulteriore sulla scuola.