Immissioni in ruolo ATA Emilia-Romagna, solo 1.078 assunzioni su 3.024 posti: UIL Scuola, «Coperto appena il 35,65%»

Immissioni in ruolo ATA Emilia-Romagna, solo 1.078 assunzioni su 3.024 posti: UIL Scuola, «Coperto appena il 35,65%»

Veltri: «La scuola si regge ancora sul precariato. Stabilizzare tutti i posti vacanti e disponibili è una scelta ormai non più rinviabile»

In Emilia-Romagna, a fronte di 3.024 posti disponibili, le immissioni in ruolo autorizzate per i principali profili ATA sono 1.078, pari ad appena il 35,65% delle disponibilità. È quanto emerge sommando i dati delle nove province contenuti nel prospetto provinciale indicativo allegato alla nota MIM sulle assunzioni ATA 2026/27.

Nel dettaglio, per gli assistenti amministrativi i posti disponibili sono 740, ma i ruoli soltanto 232: il 31,35%. Per gli assistenti tecnici si scende ancora: 61 assunzioni su 266 disponibilità, il 22,93%. Tra i collaboratori scolastici, il profilo numericamente più consistente, vengono autorizzati 785 ruoli su 2.000 posti, pari al 39,25%. Per gli operatori delle aziende agrarie, infine, a fronte di 18 disponibilità non risulta alcuna immissione in ruolo.

«Durante tutto l’anno scolastico – dichiara Serafino Veltri, Segretario generale della UIL Scuola Emilia-Romagna – sentiamo parlare da ogni parte politica dell’importanza della scuola. Poi, quando arriva il momento di fare scelte concrete, la musica è sempre la stessa: pochi ruoli e migliaia di precari chiamati a reggere il sistema».

«Il personale ATA è parte fondamentale della comunità educante. Collaboratori, assistenti amministrativi e tecnici garantiscono sicurezza, vigilanza, funzionamento dei laboratori e tutta la macchina amministrativa. Continuare a non investire significa avere uffici con meno personale, carichi di lavoro enormemente aumentati, procedure più lente e inevitabili ricadute sulla qualità del servizio».

La UIL Scuola nazionale sostiene da tempo la necessità di autorizzare le assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili, trasformando anche i posti strutturalmente utilizzati in organico di fatto in posti stabili e accompagnando l’intervento con un piano straordinario di stabilizzazione.

Una richiesta resa ancora più urgente dalla sentenza della Corte di Giustizia UE del 13 maggio 2026, causa C-155/25, che ha dichiarato l’Italia inadempiente per la mancata adozione di misure idonee a prevenire l’abuso di contratti a termine successivi per il personale ATA supplente.

«Evidentemente quella pronuncia ha insegnato poco – conclude Veltri –. Coprire soltanto il 35,65% delle disponibilità in Emilia-Romagna significa continuare ad alimentare consapevolmente il precariato. È anche un’offesa alla dignità di chi crede davvero nel valore della scuola e delle persone che ogni giorno si fanno in quattro per farla funzionare. La soluzione esiste: assumere stabilmente su tutti i posti vacanti e disponibili».

Ufficio Stampa Uil Scuola Emilia Romagna

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