Catapano e Veltri denunciano la prassi delle istanze lasciate senza riscontro: “Il protocollo non può archiviare i problemi. Il silenzio danneggia lavoratori, sindacato e istituzioni”
La UIL Scuola di Modena denuncia il ripetersi di una prassi non più accettabile: istanze formali, segnalazioni documentate e richieste di confronto agli Uffici scolastici ricevono, nella migliore delle ipotesi, solo un numero di protocollo. Poi il silenzio.
“Non chiediamo che ogni richiesta venga accolta – dichiara Dario Catapano, responsabile territoriale della UIL Scuola di Modena – ma pretendiamo risposte chiare, motivate e istituzionalmente corrette. Una risposta negativa, se argomentata, è comunque una risposta. Il silenzio, invece, è una sottrazione di responsabilità”.
Secondo Catapano, il problema riguarda le situazioni più delicate. “Quasi sempre il direttore dell’USR Emilia-Romagna e, in molte occasioni, anche il dirigente dell’Ambito Territoriale di Modena assumono atteggiamenti di chiusura quando vengono posti temi seri e scomodi. Si protocolla la richiesta, ma non si entra nel merito. Questo è grave, perché quei dirigenti non rappresentano se stessi: rappresentano lo Stato”.
La UIL Scuola di Modena ricorda che in passato sono state sottoposte agli Uffici anche situazioni molto gravi, accompagnate da testimonianze e documenti, che avrebbero imposto verifiche immediate e risposte formali. In alcuni casi si trattava di fatti con possibili profili di rilevanza anche penale. “Anche in quei casi – prosegue Catapano – tutto si è spesso risolto con un numero di protocollo e nessuna presa di posizione. Se una segnalazione non è fondata lo si dica. Se non è di competenza lo si motivi. Se richiede verifiche, si comunichino i passaggi successivi. Ma non si può lasciare nel vuoto chi chiede tutela”.
Per il sindacato, il silenzio istituzionale danneggia i lavoratori, indebolisce le relazioni sindacali e alimenta sfiducia verso l’Amministrazione. Inoltre costringe a ricorrere a diffide, accessi agli atti, esposti o azioni giudiziarie per ottenere chiarimenti che avrebbero potuto essere forniti prima.
“Ogni anno sentiamo parlare di ascolto, collaborazione e porte aperte – conclude Catapano –. Ma una porta è davvero aperta solo se, quando si bussa, qualcuno risponde. Rispondere non è una cortesia: è un dovere istituzionale. La scuola democratica non si costruisce con i proclami, ma con comportamenti coerenti: ascoltare, valutare e rispondere”.
Sulla stessa linea interviene anche Serafino Veltri, segretario regionale della UIL Scuola Emilia-Romagna: “La mancata risposta alle istanze sta diventando una prassi consolidata da parte degli Uffici scolastici regionali. È un fatto grave, perché il silenzio danneggia tutti: il lavoratore, il sindacato, l’Amministrazione e, in ultima analisi, lo Stato stesso. Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe sapere che non rispondere non è mai una scelta neutra, ma una sconfitta della funzione pubblica”.
Veltri pone poi una questione di coerenza istituzionale: “Se chi governa il mondo della scuola può permettersi di ignorare richieste formali, segnalazioni e istanze, cosa accadrebbe se da domani docenti, personale ATA o impiegati amministrativi iniziassero a non rispondere più agli altri uffici o all’utenza? La scuola si fonda su responsabilità, doveri e rispetto dei ruoli. Questi principi devono valere per tutti, a partire da chi dirige”.
La UIL Scuola chiede all’USR Emilia-Romagna e all’Ambito Territoriale di Modena un auspicabile cambio di passo: a ogni istanza, segnalazione o richiesta formale dovrebbe seguire un puntuale riscontro, possibilmente nel rispetto dei tempi previsti.
Un confronto serio e costruttivo passa anche da questo: chi rappresenta l’Amministrazione ha il dovere di fornire risposte e garantire un’interlocuzione efficace con le organizzazioni sindacali.
Ufficio stampa UIL Scuola Emilia Romagna
La notizia sulla stampa online:
INFOSCUOLA24: COMUNICATO – UIL Scuola ER: “Dagli Uffici scolastici troppi silenzi, rispondere è un dovere dello Stato”
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